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All'inizio fu Perottino |
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Scarmagno, luogo emblematico del
lavoro, del design e della cultura industriale, è stato
uno stabilimento simbolo dell'informatica italiana. Già
nel 1955, Adriano Olivetti annuncia di voler sviluppare
«gli aspetti scientifici dell'elettronica» perché questa
condiziona la «civiltà di oggi», e non si può essere
assenti «da questo settore per molti aspetti decisivo».
Nel 1959 nasce Elea, un calcolatore d'avanguardia; nel
1965 il P101 (denominato «perottina» dal nome del suo
progettista Perotto), considerato il primo computer da
tavolo del mondo. Nel 1984 la Olivetti, rilevata nel 1978
da Carlo De Benedetti, lancia il computer M 24, un
prodotto di successo sul mercato mondiale. Nel periodo di
massima espansione, Scarmagno aveva 6.000 addetti,
Olivetti 15.000 nel Canavese, 30.000 in Italia, 60.000 nel
mondo. Oggi a Scarmagno ne restano 1.000, di cui 500 di
Olivetti Tecnost (transitata da De Benedetti a Tronchetti
Provera via Colaninno) nelle società WireLab, Cell-Tell e
Innovis che riparano telefoni fissi e cellulari, e
forniscono servizi a Telecom. Gli altri 500 sono tra le
vittime più note dello «spezzatino» Olivetti, in origine
dipendenti di Olivetti Personal Computer, ceduta da De
Benedetti al finanziere americano Gottesmann a metà degli
anni Novanta e fallita una prima volta nel `99, quando i
lavoratori erano 1200. L'azienda è stata poi rilevata dal
fallimento, insieme all'utilizzo del marchio Olivetti per
i prodotti informatici, dall'imprenditore friulano Fulchir
che successivamente scorpora e vende la parte
manifatturiera al gruppo toscano Tecnodiffusione: le due
realtà, complementari ma sempre più lontane sul piano
industriale, si chiamano rispettivamente Ics e Cms. Nel
2002 anche Fulchir passa il testimone al gruppo Ixfin, che
a sua volta nel 2003 vende alla Oliit di Luigi Luppi, che
fallisce nell'ottobre scorso e da allora l'azienda è
presidiata dai lavoratori. Nel frattempo, Cms viene
travolta dalla crisi di Tecnodiffusione e da molti mesi è
in amministrazione straordinaria: i lavoratori, come
quelli di Oliit, sono pressoché tutti in cig a zero ore. E
questo nonostante che Acer si sia dichiarata disponibile
ad affidare a Cms alcune produzioni. Per entrambe le
vertenze, in seguito alle lotte dei lavoratori, vi sono
state convocazioni a Palazzo Chigi. Ma senza prospettive
concrete. (a cura dell'Associazione articolouno)
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