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Alla
sottosegretaria Laura Pennacchi, che aveva posto fine alla sua
collaborazione con Giuliano Amato e lasciato il governo (“Loro sono
thatcheriani, io me ne vado”), il nuovo titolare del Tesoro – da sempre
sostenitore della necessità di “destatalizzare il sistema previdenziale” -
trovava il modo di mandare a dire poche parole, in perfetto stile
anglosassone e con inusitata signorilità: “Chi non vuole riformare le
pensioni è gigantescamente stupido”. “I quattrini che ciascuno di noi dà
all’Inps rendono l’1,5 per cento, mentre i quattrini che si possono mettere
in un fondo pensioni rendono a dir poco il 4 per cento (…). Nei rendimenti
finanziari non vi può essere scelta di destra o di sinistra: il 4 per cento
è il doppio del 2 sia per la destra che per la sinistra. E se c’è qualcuno
di sinistra che dice che il 4 per cento è meno del 2 è un imbecille di
sinistra”.
Vista la rigogliosità della categoria, una delle poche davvero trasversali e
super partes, trovo poco elegante aprire un dibattito intorno alla sottile e
appassionante questione della presenza degli imbecilli, siano essi di
sinistra o di destra. Mi limito a ricordare che è stato l’ex ministro del
lavoro dell’amministrazione Clinton Robert Reich, professore dell’Università
Brandeis nel Massachusetts, a sostenere di essere “contrario a privatizzare
le pensioni, nel senso di consentire che vengano giocate in Borsa”. “Ci
vuole una rete di sicurezza per chi ha lavorato tutta la vita”, precisa
Reich, il quale invita l’Europa a “non imitare il modello Usa”.
Ma l’onorevole Amato, dopo aver chiarito che quattro è il doppio di due, non
spiega cosa accade ai pensionati quando le quotazioni borsistiche scendono.
O quando i fondi pensione vengono semplicemente razziati, come nella vicenda
Enron. Né sembra che la questione lo preoccupi. Per lui vale questa “scelta
di civiltà”: la pensione di chi ha lavorato tutta la vita come effetto delle
quotazioni di Borsa. Non si era mai vista una forma così smaccata, e se mi è
consentito così poco civile, di subordinazione del lavoro al capitale.
Tuttavia il dottor Sottile dice che tagliare la spesa pensionistica, e
sottoporre le pensioni alle fluttuazioni di Borsa, è riformismo. Di
sinistra.
In sintesi, la politica economica dei governi ulivisti e di centro-sinistra
si presenta con una doppia faccia, come Giano bifronte. Da un lato, per il
tramite della concertazione e dei “patti sociali”, sono state compiute
scelte che hanno consentito all’Italia di rispettare i parametri di
Maastricht e di entrare nell’Unione monetaria europea ponendo fine alle
svalutazioni competitive: come attestano la riduzione del rapporto deficit/Pil
dal 7 per cento nel 1996 all’1,5 per cento nel 2000, la diminuzione del
tasso d’inflazione dal 4 al 2 per cento, l’abbassamento notevole dei tassi
d’interesse. Dall’altro lato, i costi del risanamento sono stati caricati
sulle spalle degli operai e dei lavoratori dipendenti, a fronte
dell’incentivazione a fondo perduto dell’impresa. Gran parte del gruppo
dirigente dei Ds, compiendo questa scelta strategica, ha messo in evidenza
“profonde debolezze culturali nei confronti dei poteri industriali e
finanziari, ha perso via via i contatti con il mondo del lavoro dipendente,
e non è riuscita ad accrescere il consenso da parte del lavoro autonomo e
delle piccole imprese”.
Più in generale, chiusa la fase della combinazione tra alta tecnocrazia
rappresentata dal binomio Ciampi-Prodi e sinistra moderata in posizione
subalterna, che garantiva il riaggiustamento economico in assenza di
conflittualità sociale, i Ds alla guida del governo hanno dimostrato di non
possedere un autonomo modello di riferimento, e di non essere in grado di
poterlo elaborare. L’enfasi posta sulla flessibilità del lavoro ha finito
per produrre un duplice effetto negativo. Su un versante, la flessibilità ha
ostacolato l’innovazione scientifica e tecnologica, giocando in sostanza lo
stesso ruolo negativo delle svalutazioni competitive in condizioni di
fluttuazione della lira. Sull’altro, ha favorito l’offensiva della destra
contro il lavoro, se non ne ha costituito addirittura la premessa. |
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