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Nessuno può
sostenere che al centro dell’attenzione dell’Ulivo al governo vi siano stati
il lavoro sociale e la sua valorizzazione, come fattori di innovazione e di
progresso civile. A conferma vengono solitamente citati due episodi, assai
significativi e tuttavia parziali, come la mancata tutela dei lavoratori
atipici e l’affossamento della legge sulle rappresentanze sindacali
unitarie. Ma non sta qui il peccato originale, bensì nell’orientamento
complessivo che ha guidato i governi di centro-sinistra, e che li ha portati
ad abbandonare il campo del lavoro salariato e dipendente, anche nelle sue
forme più alte e sofisticate di lavoro intellettuale e scientifico, per
proiettarsi a capofitto dentro l’universo dell’impresa. “Il mondo cambia e
al suo centro c’è l’impresa”: questa dichiarazione definitiva, che è un
intero programma, è stato il faro che ha illuminato il cammino. |
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