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I denti dei
sovrani che ridono in brutti tempi
di Paolo Ciofi per Megachip.info 09/03/09
Al termine della
sua «ricognizione» al centro di Roma, come lui stesso l’ha chiamata, ha
constatato che le cose vanno piuttosto bene: i commercianti vendono, i
consumatori acquistano, i prezzi scendono… La produzione crolla? La
cassa integrazione aumenta del 560 per cento? Quisquilie e
pinzellacchere, per dirla con Totò. A meno che non si tratti delle
solite dicerie degli untori, cioè dei comunisti. Dunque, la parola
d’ordine è chiara: continuate a spendere, la crisi non è così tragica. È
questo il pensiero stupendo, profondo come l’acqua in un catino, del
capo del governo. Non di un dilettante allo sbaraglio, e neanche di un
alieno piovuto in Italia da un altro mondo. Ma come può spendere chi non
lavora e non ha un soldo in tasca? Berlusconi dovrebbe spiegarlo ai
licenziati e ai disoccupati, ai quali nega i soldi per vivere. Lui,
che all’inizio di quest’anno - secondo i dati resi noti da «Italia Oggi»
- ha intascato come principale azionista del gruppo Fininvest-Mediaset
la modesta somma di 159 milioni, 335 mila, 953 euro e 92 centesimi:
dividendi superiori di oltre la metà ai 102 milioni che si era messo in
tasca l’anno prima. Se non lo sapevate, nella tempesta della crisi c’è
anche chi guadagna. Come il finanziere Berlusconi appunto, che senza
imbarazzi e senza vergogna può tranquillamente continuare a spendere,
con il portafoglio gonfio al posto del cuore e del cervello. I
finanzieri - denunciava Roosevelt, il presidente del New Deal che ha
salvato il capitalismo - considerano il governo «una mera appendice dei
loro affari». E aggiungeva: «Ora sappiamo che il governo esercitato
dalla finanza organizzata è altrettanto pericoloso del governo della
malavita organizzata». L’ottimismo del capo del governo fa spavento.
Berlusconi ride? Attenzione, ci ammonisce il sommo poeta romanesco: «Chi
ride cosa fa? Mostra li denti».
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